Mondragone, sequestri a raffica: e la custodia passa al sindaco

Dai cortili condominiali alle strade, i Carabinieri sigillano più aree tra tre comuni. Quando il responsabile è ignoto, il conto arriva al Comune.

Il fatto

I militari del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Mondragone hanno effettuato mirati servizi di prevenzione e contrasto ai fenomeni di degrado ambientale e di gestione illecita dei rifiuti nei comuni di Mondragone, Castel Volturno e Carinola. La notizia è del 12 settembre 2026.A Mondragone, all’interno del complesso residenziale dei cosiddetti Palazzi Azzurri, i Carabinieri hanno individuato nel cortile condominiale un’area di circa 120 metri quadrati sulla quale erano stati depositati, direttamente sul terreno, numerosi materiali riconducibili a rifiuti speciali, anche pericolosi: materiale ferroso, elettrodomestici, batterie esauste, materiali plastici, pneumatici, carcasse di autovetture e oli esausti. Sotto l’androne del palazzo è stata inoltre rinvenuta un’autovettura risultata oggetto di un furto denunciato alla Questura di Napoli lo scorso 12 febbraio, sottoposta a sequestro e affidata a una ditta convenzionata.

La seconda area e il passaggio chiave

Gli accertamenti si sono estesi ad altre zone del territorio di Mondragone, dove sono state individuate ulteriori aree interessate dall’abbandono incontrollato di rifiuti. In via Traversa Cavalieri di Vittorio Veneto i militari hanno rinvenuto cumuli di rifiuti solidi urbani distribuiti su un’area di circa 30 metri quadrati.La zona è stata circoscritta e sottoposta a sequestro, con affidamento della custodia giudiziaria al sindaco pro tempore del Comune per gli adempimenti di competenza. È il passaggio che merita di essere spiegato, perché descrive cosa accade quando il responsabile non è identificato.

Il divieto: cosa dice l’articolo 192

L’art. 192, commi 1 e 2 vieta l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo. Il comma 3 stabilisce che chiunque violi il divieto è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o smaltimento e al ripristino dello stato dei luoghi, in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area ai quali la violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa.L’ordine viene impartito con ordinanza del sindaco, e gli accertamenti devono essere effettuati in contraddittorio con i soggetti interessati. Ma quando il responsabile resta ignoto, la catena si interrompe.

Cosa succede se il responsabile non si trova

L’affidamento della custodia al sindaco non attribuisce al Comune una responsabilità per il fatto, ma gli assegna la gestione materiale dell’area sequestrata e degli adempimenti conseguenti.Nella pratica significa che l’ente deve provvedere alla rimozione in via sostitutiva, anticipando i costi di caratterizzazione, trasporto e smaltimento, con recupero successivo in via di rivalsa se e quando il responsabile venga individuato. È il costo silenzioso di ogni abbandono: quando nessuno paga, paga la collettività attraverso la tariffa.

Il cortile condominiale, un caso particolare

L’area dei Palazzi Azzurri pone una questione che riguarda molti lettori. Un cortile condominiale è proprietà privata comune, e la disciplina dei rifiuti non fa distinzione tra suolo pubblico e privato: distingue tra gestione lecita e gestione fuori dai canali autorizzati.Ne consegue che l’ordinanza di rimozione può essere rivolta al condominio quando la violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa ai titolari di diritti sull’area. È un rischio concreto per amministratori e condomini, che spesso considerano il deposito nel cortile una questione interna.

Cittadini privati: siamo nel penale

L’abbandono ordinario non è una multa amministrativa ma un reato contravvenzionale, punito con l’ammenda da 1.500 a 18.000 euro ai sensi dell’art. 255, comma 1, oblabile ex art. 162 c.p.Per i rifiuti pericolosi, categoria in cui rientrano batterie esauste e oli esausti tra quelli rinvenuti, si applica l’art. 255-ter: reclusione da uno a cinque anni, da uno a cinque anni e sei mesi per titolari di imprese e responsabili di enti. In questi casi l’oblazione non opera.

Imprese ed enti: si arriva alla reclusione

Per i titolari di imprese l’art. 255, comma 1.1 prevede l’arresto da sei mesi a due anni o l’ammenda da 3.000 a 27.000 euro. Se l’accumulo è sistematico si configura la discarica abusiva dell’art. 256, comma 3, oggi delitto con reclusione da uno a cinque anni.Le carcasse di autovetture rinvenute meritano una nota: il D.Lgs. 209/2003 considera veicolo fuori uso anche quello giacente in area privata che risulti in evidente stato di abbandono, e un veicolo non bonificato contiene batteria al piombo, oli e fluidi che rientrano tra i rifiuti pericolosi.

Come si viene scoperti

Il controllo di Mondragone mostra un metodo semplice e produttivo: il pattugliamento sistematico delle aree già note, con estensione progressiva alle zone limitrofe. Non servono indagini complesse, serve continuità.La nota di colore giuridicamente rilevante è il ritrovamento dell’auto rubata a febbraio sotto l’androne: le aree di degrado ambientale sono spesso anche luoghi di stazionamento di beni di provenienza illecita, ed è una delle ragioni per cui questi controlli producono risultati oltre la materia ambientale.

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